Il 20 aprile 2026 la Società Dante Alighieri-Parma e la Fondazione Andrea Borri hanno promosso un incontro, nella sede dell’ISREC, dedicato alla Fondazione Andrea Borri, intitolata al noto uomo politico di Parma e attiva da molti anni per far conoscere il suo pensiero e la sua azione culturale e politica. La conversazione si è articolata in due punti. Il primo ha riguardato la storia e le attività della Fondazione. Caterina Siliprandi, già assessore della giunta provinciale presieduta da Andrea Borri dal 1999 al 2003 e oggi vicepresidente della Fondazione, ha illustrato i passaggi per la costituzione della Fondazione, ricordando i soci partecipanti, tra i quali figurano semplici cittadini, Enti locali e importanti istituzioni cittadine. La relatrice ha poi brevemente richiamato le principali attività: dai convegni dedicati all’impegno politico di Andrea Borri, agli incontri che hanno ricordato la figura del fratello Alessandro noto ambientalista molto impegnato nelle battaglie per la salvaguarda delle bellezze naturali del parmense. Ampio spazio è stato dedicato anche ai programmi della Fondazione per la scuola, contraddistinti dagli incontri che, dal 2022, sono regolarmente organizzati sul tema delle politiche e delle strategie di adattamento alla scarsità idrica e al cambiamento climatico. Caterina Siliprandi ha concluso con l’illustrazione del “Premio nazionale di cultura Monte Caio” che, ideato dall’on. Fabio Fabbri, è oggi organizzato, con cadenza biennale, dalla Fondazione con il patrocinio di numerosi Comuni dell’area appenninica, dei Parchi del Ducato e del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano (MAB UNESCO), del CAI (Club Alpino Italiano) sezione di Parma e della Provincia di Parma. Il premio, giunto oggi alla settima edizione, si propone di valorizzare l’opera letteraria che sappia meglio interpretare e raccontare lo spirito delle montagne italiane negli aspetti ambientali, culturali, sociali e storici.

Nella seconda parte del pomeriggio Maria Luigia Pagliani, studiosa di storia della cultura e consigliere della Fondazione, ha illustrato l’impegno di Andrea Borri per la promozione dell’arte e della cultura a Parma. Alla base dell’azione di Andrea Borri in campo culturale vi era la convinzione che il patrimonio storico e artistico fosse intimamente connesso alla comunità che lo aveva espresso e che la progettazione dovesse essere ricondotta alle specificità dei singoli territori.  In quest’ottica promozione culturale e turistica risultavano inscindibili, organizzate in un sistema coerente e finalizzate a concrete ricadute sul territorio. Al raggiungimento degli obiettivi potevano contribuire insieme la pubblica amministrazione, i privati e il mondo economico.

Tra i numerosi progetti guidati da Andrea Borri sono stati ricordati due casi esemplari. Il primo è rappresentato dall’impegno rivolto alla creazione del Festival Verdi a partire dalla metà degli anni ’80 del secolo precedente fino al 1990, anno della prima edizione.

Il secondo, promosso quando Andrea Borri era Presidente della Provincia di Parma, riguarda il progetto di valorizzazione delle rocche e dei castelli del territorio, dal titolo “Le arti e le corti”, realizzato in occasioni delle celebrazioni dedicate al Parmigianino nel 2003. La grande mostra cittadina, nel pensiero di Andrea Borri, rappresentava un’importante occasione per tutto il territorio. La Provincia di Parma propose un itinerario dei principali castelli, pubblici e privati. Accanto agli importanti interventi di restauro realizzati all’interno degli edifici, principalmente su importanti cicli decorativi, vennero realizzati specifici apparati informativi e una campagna di promozione a livello nazionale e internazionale. L’operazione fu un successo e il risultato importante: nel 2003 i visitatori  del circuito aumentarono del 58% rispetto all’anno precedente.

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Da sinistra: Caterina Siliprandi, Angelo Peticca, Maria Luigia Pagliani