Aung San Suu KyiUn incontro di riflessione e confronto pubblico: libertà per Aung San Suu Kyi e per il popolo birmano

Tra le recenti iniziative di confronto pubblico tenutesi in città, una particolare iniziativa merita la considerazione e apprezzamento della Fondazione Borri, per la causa che essa ha sostenuto. 

Il 18 giugno scorso presso il Salone del Circolo di Lettura di Parma di via Macedonio Melloni si è tenuto  l’incontro pubblico promosso dalla Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania “Giuseppe Malpeli” e dalla Associazione culturale Libertà Parmigiana per sensibilizzare e informare la cittadinanza sulla gravissima situazione in cui versa il Myanmar (ex Birmania) e con esso la sorte del Premio Nobel per la Pace e Cittadina onoraria di Parma Aung San Suu Kyi. 

 

Libertà per Aung San Suu Kyi

Dal 1° febbraio 2021 infatti un golpe militare ha abbattuto le legittime istituzioni del Paese e messo agli arresti i vertici del governo democraticamente eletto. Da allora il Myanmar è precipitato nel terrore, per la spietata repressione attuata dalla giunta militare nei confronti della popolazione; migliaia di vittime civili e un numero incalcolabile di sfollati costretti a fuggire dai villaggi incendiati, bombardati e distrutti dalle forze armate birmane.

In questo quadro, già di per sé tragico e che ricorda gli orrori che si stanno consumando in Ucraina, si inserisce il dramma personale che ancora una volta sta vivendo Aung San Suu Kyi, leader riconosciuta del popolo birmano ed eroina del lungo e travagliato cammino del Myanmar verso la libertà e la democrazia. Contro di lei, reclusa in un luogo sconosciuto e tagliata fuori da ogni contatto diretto con i suoi stessi legali, è in atto una persecuzione giudiziaria spinta dal solo scopo del discredito, agli occhi del suo popolo e della opinione pubblica internazionale. L’iter processuale, dopo le prime sentenze già emesse, potrebbe concludersi con una condanna a più di 100 anni di prigione.

Per protestare contro questa dolorosa sofferenza di un popolo intero e chiedere la liberazione immediata della “parmigiana” Aung San Suu Kyi, le due Associazioni hanno scelto il giorno simbolico del suo 77° compleanno come data dell’incontro, aperto a tutta la cittadinanza.

Libertà per Aung San Suu Kyi

Di rilievo le figure invitate convenute per raccontare la situazione in Myanmar: Alessandra Schiavo, Direttore centrale per i Paesi dell’Asia e dell’Oceania del Ministero degli Affari Esteri ed ex ambasciatrice in Myanmar; Albertina Soliani, già Presidente della Associazione Parlamentare Amici della Birmania; Clelia D’Apice, del network Alliance for a Democratic Myanmar e collaboratrice della Suu Foundation, che ha illustrato il report sul processo che si sta svolgendo a Naypyidaw contro Aung San Suu Kyi.

L’incontro è stato condotto dal Presidente della Associazione culturale Libertà Parmigiana Pino Agnetti, che ha così commentato: “Oggi lanciamo un messaggio di libertà per Aung San Suu Kyi, per il popolo del Myanmar e per tutti i popoli oppressi” .

Nelle parole di Albertina Soliani, “l’insegnamento di Aung è che scegliere la democrazia è una scelta per la vita, anche a costi enormi. Parma si onora di averla comecittadina onoraria. Abbiamo bisogno tutti di camminare insieme sulla via della libertà, della democrazia e della pace – loro come noi.”

Tutto il riconoscimento della Fondazione Borri verso le associazioni organizzatrici per il sostegno alla nostra onoraria concittadina ed al suo intero popolo oppresso.